{"id":3999,"date":"2016-05-17T10:07:09","date_gmt":"2016-05-17T10:07:09","guid":{"rendered":"http:\/\/antrodichirone.com\/?p=3999"},"modified":"2019-11-03T15:59:39","modified_gmt":"2019-11-03T15:59:39","slug":"deficit-dellattenzione-e-iperattivita-cosa-ce-oltre-lapproccio-clinico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.antrodichirone.com\/index.php\/it\/2016\/05\/17\/deficit-dellattenzione-e-iperattivita-cosa-ce-oltre-lapproccio-clinico\/","title":{"rendered":"\u201cDeficit dell\u2019Attenzione e Iperattivit\u00e0\u201d: cosa c&#8217;\u00e8 oltre l&#8217;approccio clinico?"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpsso-pinterest-pin-it-image\" style=\"display:none !important;\">\n<\/div><!-- .wpsso-pinterest-pin-it-image -->\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_4000\" style=\"width: 545px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/antrodichirone.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/p92284297.jpg\" rel=\"attachment wp-att-4000\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4000\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4000\" src=\"http:\/\/antrodichirone.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/p92284297.jpg\" alt=\"p92284297\" width=\"535\" height=\"535\" srcset=\"https:\/\/www.antrodichirone.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/p92284297.jpg 250w, https:\/\/www.antrodichirone.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/p92284297-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 535px) 100vw, 535px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4000\" class=\"wp-caption-text\">Immagine disponibile su Getty Images<\/p><\/div>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La riflessione pedagogica che considera il soggetto come un essere in divenire nella sua dimensione biologica, cognitiva, sociale ed emotiva si realizza pienamente nell\u2019educabilit\u00e0 del bambino iperattivo. Proprio la complessit\u00e0 delle problematiche che caratterizzano il cosiddetto \u201cDisturbo da Deficit dell\u2019Attenzione e Iperattivit\u00e0\u201d permettono di attuare un intervento educativo globale che si struttura su molteplici livelli. Si fa riferimento infatti, ad un disturbo neurobiologico che si manifesta durante l\u2019et\u00e0 evolutiva dai 7-12 anni, caratterizzato da iperattivit\u00e0, impulsivit\u00e0 e disattenzione che determina difficolt\u00e0 nell\u2019acquisizione di competenze scolastiche e compromette soprattutto la sfera emotiva poich\u00e9 pu\u00f2 determinare la comparsa di importanti problematiche comportamentali. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019inserimento del \u201c<a href=\"http:\/\/antrodichirone.com\/index.php\/2014\/10\/20\/bambino-vivace-o-iperattivo-ecco-alcune-linee-guida-per-capirlo\/\">Disturbo da Deficit dell\u2019Attenzione e Iperattivit\u00e0<\/a>\u201d nell\u2019area dei <a href=\"http:\/\/antrodichirone.com\/index.php\/2016\/04\/11\/compiti-a-casa-e-dsa-10-strategie-per-imparare-ad-apprendere\/\">Bisogni Educativi Speciali<\/a>, cos\u00ec come previsto dalla direttiva Miur del 27 dicembre 2012, impone la necessit\u00e0 di adottare una prospettiva pedagogica che permetta di superare l\u2019approccio clinico-terapeutico che attualmente ha totalizzato la maggior parte degli interventi sia nei contesti formali che informali dell\u2019educazione. Nella scuola, ad esempio, \u00e8 molto frequente la segnalazione di casi di Disturbo dell\u2019Apprendimento in cui si ritiene necessario l\u2019intervento di sostegno didattico con la presenza della figura dello psicologo anche dove sarebbe sufficiente un intervento di tipo pedagogico. Si potrebbe progettare un\u2019azione pedagogica \u201cscientificamente fondata\u201d poich\u00e9 la relazione interpersonale che si instaura con l\u2019educatore \u00e8 finalizzata a sviluppare una consapevolezza da parte del bambino del proprio modo di apprendere e di comportarsi. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La conoscenza del bambino che si realizza nel contatto quotidiano, nello scorrere delle ore di lezione, permette di osservare direttamente il suo modo di apprendere e di comportarsi. In questo modo si possono definire metodi pratici che vanno, a seconda dei casi, a rafforzare le capacit\u00e0 di lettura, di scrittura o di calcolo al fine di facilitare la fase di selezione delle informazioni, della memorizzazione e della risoluzione di problemi. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019osservazione diretta nello spazio della classe permette di applicare la formula pedagogica \u201cimparare ad imparare\u201d, finalizzata a sviluppare un atteggiamento metacognitivo, una consapevolezza da parte del bambino del proprio modo di apprendere e di comportarsi. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Attraverso un lavoro costante fatto di spiegazioni continue, di ripetizioni di comportamenti corretti e di controllo degli errori, pu\u00f2 interiorizzare modelli di comportamento da applicare autonomamente sia nello svolgimento delle attivit\u00e0 didattiche sia nella pianificazione dei tempi di attenzione e dei continui movimenti motori. In questa lunga scalata verso l\u2019apprendimento, il bambino iperattivo si trova ad affrontare per\u00f2 soprattutto difficolt\u00e0 legate alla sfera emotiva.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Molto spesso non riesce a comprendere il motivo per cui deve svolgere un carico di lavoro \u201csemplificato\u201d, oppure le ragioni che lo portano ad essere escluso da determinate attivit\u00e0 didattiche e, spesse volte, ad essere emarginato dagli stessi compagni di classe. Per questo motivo \u00e8 necessario inquadrare l\u2019intervento educativo soprattutto sulla dimensione emotiva e affettiva per evitare la comparsa di problematiche comportamentali correlate all\u2019emergere di <a href=\"http:\/\/antrodichirone.com\/index.php\/2016\/03\/07\/3-strategie-educative-per-gestire-le-emozioni-negative-dei-bambini\/\">emozioni negative<\/a> e al mancato sviluppo di competenze sociali e relazionali.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In questo contesto, la tecnica pedagogica che viene applicata \u00e8 quella dell\u2019entropatia. Introdotta dal filosofo tedesco Edmund Husserl, si tratta di un atteggiamento empatico che essenzialmente consiste nella capacit\u00e0 di percepire dentro di noi i sentimenti dell\u2019altro e che, di conseguenza, interpreta le esperienze e i vissuti emotivi del bambino permettendo di comprendere le emozioni, valutandone la storia passata e presente. All\u2019interno di questo spazio \u00e8 compito del pedagogista ridefinire i termini della relazione educativa e il confronto con la famiglia; proprio perch\u00e9 l\u2019\u2019irrompere delle emozioni che si generano in questi casi deve essere mediato e trasdotto nella capacit\u00e0 di gestire meglio lo stress, le frustrazioni e l\u2019ansia. Le emozioni negative, che derivano essenzialmente dallo scarso rendimento scolastico, innescano una reazione a catena che demotiva completamente il bambino determinando una bassa stima di s\u00e9. L\u2019educazione emotiva deve avvenire attraverso la verbalizzazione delle emozioni e la valutazione delle reazioni in un continuo interscambio comunicativo tra il bambino e l\u2019educatore. Quest&#8217;ultimo deve realizzare una sorta di \u201cpermeabilit\u00e0\u201d del pensiero del bambino. Non bisogna mirare ad un cambiamento strutturale del modo di pensare, ma fornire un diverso modello di interpretazione che permetta un cambiamento nel momento in cui vengono riconosciuti i propri comportamenti negativi.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019incoraggiamento e la presenza costante aiutano il bambino iperattivo a riconoscere le emozioni, a razionalizzarle, al fine di definire un modo costruttivo attraverso il quale \u00e8 possibile \u201cimparare ad essere\u201d e sviluppare attitudini che gli permettano di gestire e controllare emozioni e comportamenti sociali. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Concludendo questa visione pedagogica sull\u2019educabilit\u00e0 del bambino iperattivo, possiamo sottolineare due punti fondamentali: in primo luogo l\u2019aspetto dinamico dell\u2019intervento educativo che non \u00e8 mai definito una volta per tutte, in quanto si deve adattare continuamente ai continui cambiamenti del bambino, pone la necessit\u00e0 di rinunciare a modelli \u201ccurativi\u201d standardizzati e definiti in linea generale, riportando lo sguardo su uno dei principi fondamentali della Pedagogia. Nel processo di crescita infatti, inteso come costruzione di significati nel continuo confronto con l\u2019altro, si realizza un apprendimento costante, mediato dalla professionalit\u00e0 del pedagogista il quale, ben lungi dall\u2019adottare un \u201csapere\u201d dato e precostituito, lo definisce attraverso l\u2019ascolto e l\u2019osservazione continua. In secondo luogo l\u2019attenzione posta sulla dimensione emotiva, fondamentale per riportare al centro la globalit\u00e0 del soggetto, rende necessario un intervento realizzato sul bambino, sulla sua storia personale, sottolineando uno dei concetti fondamentali del sapere pedagogico secondo il quale, ogni bambino, \u00e8 unico e possiede specifiche caratteristiche biologiche, cognitive, sociali ed emotive.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: right;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #404040;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>Angela Pellino\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/antrodichirone.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/12443087_10207538768925181_2125404970_n-e1459160262975.jpg\" rel=\"attachment wp-att-3329\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-3329 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/antrodichirone.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/12443087_10207538768925181_2125404970_n-e1459160262975-150x150.jpg\" alt=\"12443087_10207538768925181_2125404970_n\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: right;\" align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/antrodichirone.com\/index.php\/it\/angela-pellino\/\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Info<\/span><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Bibliografia<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;\"><span style=\"font-size: small;\">Bertolini P., <em>L\u2019esistere pedagogico, Ragioni e limiti di una pedagogia come scienza fenomenologicamente fondata<\/em>, La Nuova Italia, Firenze, 1976<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;\"><span style=\"font-size: small;\">Canevaro A., Balzaretti C., Rigon G.,<em> Pedagogia Speciale dell\u2019integrazione, Handicap: conoscere e accompagnare<\/em>, la Nuova Italia, Firenze, 1996.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;\"><span style=\"font-size: small;\">Canevaro A., Goussot A., (a cura di), <em>La difficile storia degli handiccapati<\/em>, Carrocci editore, Roma, 2000.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La riflessione pedagogica che considera il soggetto come un essere in divenire nella sua dimensione biologica, cognitiva, sociale ed emotiva si realizza pienamente nell\u2019educabilit\u00e0 del bambino iperattivo. 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