{"id":4207,"date":"2016-06-08T10:56:59","date_gmt":"2016-06-08T10:56:59","guid":{"rendered":"http:\/\/antrodichirone.com\/?p=4207"},"modified":"2019-10-30T15:37:50","modified_gmt":"2019-10-30T15:37:50","slug":"parlare-da-soli-e-sempre-sintomo-di-follia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.antrodichirone.com\/index.php\/it\/2016\/06\/08\/parlare-da-soli-e-sempre-sintomo-di-follia\/","title":{"rendered":"Parlare da soli \u00e8 sempre sintomo di follia?"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpsso-pinterest-pin-it-image\" style=\"display:none !important;\">\n<\/div><!-- .wpsso-pinterest-pin-it-image -->\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_4208\" style=\"width: 838px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/antrodichirone.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/asdasd.jpg\" rel=\"attachment wp-att-4208\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4208\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4208\" src=\"http:\/\/antrodichirone.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/asdasd.jpg\" alt=\"asdasd\" width=\"828\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/www.antrodichirone.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/asdasd.jpg 643w, https:\/\/www.antrodichirone.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/asdasd-300x159.jpg 300w, https:\/\/www.antrodichirone.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/asdasd-600x317.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 828px) 100vw, 828px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4208\" class=\"wp-caption-text\">Immagine realizzata da\u00a0<a href=\"http:\/\/antrodichirone.com\/index.php\/fotografi-e-disegnatori\/\">Enrica Falco<\/a><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A volte ci capita di parlare da soli o di osservare altre persone farlo, ad esempio un amico, un parente o anche un estraneo per strada che gesticola e pronuncia frasi per noi senza senso. In base alle situazioni, questo tipo di comportamento pu\u00f2 sembrarci pi\u00f9 o meno \u201cstrano\u201d, ma non sempre \u00e8 facile capire quando \u00e8 il caso di preoccuparci ed intervenire, soprattutto se riguarda persone a noi vicine o noi stessi in prima persona. Quando tale comportamento \u00e8 da considerarsi sintomo di una vera e propria patologia? E quando, invece, ha uno scopo del tutto salutare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlottare tra s\u00e9 e s\u00e9 non \u00e8 un\u2019azione necessariamente legata ad un disturbo mentale, ma pu\u00f2 essere utile per la riuscita ottimale di un determinato compito. Per una migliore memorizzazione, ad esempio, risulta utile ripetere verbalmente o bisbigliare ci\u00f2 che si sta cercando di fissare in memoria, che sia una sequenza numerica o una serie di passaggi di un certo procedimento, la cui rievocazione verbale ci aiuta a seguirne linearmente l\u2019ordine. Questi processi di ripetizione sub-vocalica permettono di mantenere viva la traccia mnestica attraverso un ripasso dell\u2019informazione, che impedisce la decomposizione di tali informazioni (cfr. Baddeley, 1986) e garantisce maggior concentrazione sul compito da eseguire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dottoressa Vinciguerra spiega come parlare a se stessi, in assenza di disturbi di salute mentale, sia del tutto normale poich\u00e9 aiuta ad avere maggior controllo e consapevolezza delle proprie azioni e dei propri sentimenti. Tuttavia, chi lo fa troppo spesso, mostra un livello di ansia molto elevato, che trova sfogo proprio nel parlare con s\u00e9 ad alta voce e con eccessiva frequenza, per bisogno di controllare questo stato fisico e mentale. La Vinciguerra spiega che \u201cla tensione e lo stress creano nelle persone una percezione di instabilit\u00e0 e di insicurezza. E se parlare da soli non \u00e8 una cosa negativa, chi lo fa spesso dovrebbe capire che probabilmente i suoi livelli di ansia e stress sono molto elevati.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi parla con se stesso ricorre ad un pensiero autoriflessivo che permette di ragionare meglio su un\u2019azione prima di compierla. Nel 2010 il dottor Michael Inzlicht ha diretto uno studio che mostra la relazione tra il dialogo con se stessi e l\u2019abilit\u00e0 di controllare un comportamento impulsivo. I 37 soggetti sono stati sottoposti a compiti di valutazione d\u2019impulsivit\u00e0 di risposta (<em>press\/don\u2019t press the button<\/em>). Alla met\u00e0 di essi \u00e8 stata data la possibilit\u00e0 di parlare con se stessi del compito prima di dare una risposta, mentre, alla restante parte \u00e8 stato detto di pronunciare solamente la parola \u201ccomputer\u201d, in modo che non si innescasse un dialogo interno riguardante il compito. I risultati hanno mostrato che i soggetti che potevano parlare con se stessi sono stati maggiormente in grado di controllare i propri impulsi rispetto al secondo gruppo. Il dottor Inzlicht ha spiegato che la possibilit\u00e0 di riflettere ad alta voce ha reso possibile una connessione tra \u201c<em>self-talk<\/em>\u201d e \u201c<em>self-controll<\/em>\u201d, che ha permesso di aiutare i soggetti nei processi decisionali e quindi di evitare l\u2019uso di risposte impulsive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cself-talk\u201d, oltre ad una funzione di autocontrollo in generale, \u00e8 molto utilizzato in ambito sportivo per far s\u00ec che gli atleti, parlando a se stessi prima, durante e al termine di una prestazione, si focalizzino su pensieri positivi e sull\u2019obiettivo da raggiungere. Uno dei pilastri della psicologia cognitivo-comportamentale, infatti, postula che ci\u00f2 che le persone si dicono (e quindi pensano) \u00e8 in grado di condizionare il successivo modo di comportarsi. Ripetersi parole chiave o frasi stimolanti aiuta ad oscurare paure e debolezze, a favore di pensieri positivi e rinforzanti. I risultati di tale tecnica sono stati ottimali, tanto da essere frequentemente inserita nei training di preparazione psicologica degli atleti (cfr. Francesconi, 2015).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Il fenomeno del parlare da soli di per s\u00e9 \u00e8 diffuso e non patologico<\/strong>\u201d, spiega la dottoressa Flavia Massaro, per\u00f2 \u201cpu\u00f2 diventare preoccupante in tre situazioni\u201d: quando il fenomeno si presenta con eccessiva frequenza, quando si parla con un amico immaginario superata l\u2019infanzia e quando si sentono delle risposte a ci\u00f2 che si dice a voce alta. La solitudine potrebbe spiegare il perch\u00e9 una persona tende a parlare con se stessa, ma quando avviene ogni giorno \u00e8 necessario l\u2019intervento di un professionista che la aiuti a comprendere cosa ostacola l\u2019instaurarsi di relazioni sociali soddisfacenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 chi, poi, si ritrova a parlare da solo perch\u00e9 sente delle voci. Avere un amico immaginario non ha nulla di patologico, fino a quando si parla di bambini: oltre l\u2019infanzia \u00e8 necessario analizzare cosa rappresenta per l\u2019adulto questa figura, se \u00e8 cio\u00e8 una sorta di gioco o una figura persecutoria di cui il soggetto non riesce a liberarsi. In alcuni casi, si odono delle voci offensive e criticanti, oppure delle \u201cvoci grandiose\u201d che per i soggetti provengono direttamente da Dio, o ancora \u201cvoci teleologiche\u201d che indicano al soggetto degli obiettivi e degli scopi da raggiungere. In molti casi, questi sintomi sono direttamente legati al disturbo schizofrenico o sono tipici di chi abusa di alcolici o sostanze stupefacenti (cfr. Cantelmi, 2010). Esistono casi, inoltre, di persone che hanno come unico sintomo il sentire una voce nella loro testa che non interferisce negativamente con le vicende di tutti i giorni e a cui non \u00e8 stato diagnosticato nessun altro problema che possa far pensare ad un disturbo psicopatologico. Spesso questi soggetti, proprio perch\u00e9 riescono comunque ad affrontare una vita normale, non ammettono di udire delle voci per paura di essere considerati \u201cfolli\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlare con se stessi e a voce alta ha diverse funzioni positive: aiuta la persona a concentrarsi e a mantenere stabile l\u2019attenzione su un determinato obiettivo, favorisce la memorizzazione e l\u2019apprendimento, d\u00e0 sicurezza e motivazione, permette di gestire meglio l\u2019impulsivit\u00e0 a favore di un maggior autocontrollo, supporta i processi decisionali e permette di riorganizzare pensieri e atteggiamenti. Non vanno per\u00f2 ignorati comportamenti che deviano dalla \u201cnormalit\u00e0\u201d ed \u00e8 consigliabile, in questo caso, intervenire chiedendo aiuto ad un professionista, che valuter\u00e0 la presenza di altri sintomi e la gravit\u00e0 di essi, se indicano cio\u00e8 una sintomatologia transitoria e funzionale alle esigenze del paziente o segni pi\u00f9 gravi riconducibili ad una psicosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Annaclara Bitondo <a href=\"http:\/\/antrodichirone.com\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/annaclara-bitondo.png\" rel=\"attachment wp-att-2683\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2683 alignright\" src=\"http:\/\/antrodichirone.com\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/annaclara-bitondo-150x150.png\" alt=\"annaclara bitondo\" width=\"157\" height=\"157\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/antrodichirone.com\/index.php\/it\/annaclara-bitondo\/\">Info<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bibliografia<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cedro, V., (2014) &#8220;La Memoria di Lavoro: un sistema on-line&#8221;. In\u00a0<em>Metaintelligenze.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nauert, R., (2016) &#8220;Self-Talk Helps Self-Contro&#8221;l. In\u00a0<em>Psych Central.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sitografia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Adnkronos, (2014) Salute: sempre piu&#8217; italiani parlano da soli, spia di ansia e tensioni:\u00a0<a href=\"http:\/\/(http:\/\/www1.adnkronos.com\/IGN\/Daily_Life\/Benessere\/Salute-sempre-piu-italiani-parlano-da-soli-spia-di-ansia-e-tensioni_312581414198.html\">http:\/\/www1.adnkronos.com\/IGN\/Daily_Life\/Benessere\/Salute-sempre-piu-italiani-parlano-da-soli-spia-di-ansia-e-tensioni_312581414198.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Francesconi, C. ,(2015) La tecnica del SELF-TALK in ambito sportivo:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.chiarafrancesconi.it\/letture\/psicologia-dello-sport\/33-self-talk-psicologia-dello-sport.html\">http:\/\/www.chiarafrancesconi.it\/letture\/psicologia-dello-sport\/33-self-talk-psicologia-dello-sport.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Massaro, F.,(2014) Parlare da soli \u00e8 normale?: <a href=\"http:\/\/www.serviziodipsicologia.it\/parlare-da-soli-e-normale\/\">http:\/\/www.serviziodipsicologia.it\/parlare-da-soli-e-normale\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; A volte ci capita di parlare da soli o di osservare altre persone farlo, ad esempio un amico, un parente o anche un estraneo per strada che gesticola e <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.antrodichirone.com\/index.php\/it\/2016\/06\/08\/parlare-da-soli-e-sempre-sintomo-di-follia\/\">&#8230; Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4208,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[1103,413,1105],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Parlare da soli \u00e8 sempre sintomo di follia? 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