Ansiademia. Contrastarla è possibile.

“Non ci si angoscia per «questo» o per «quello», ma per il nulla che ci precede e che ci attende.” (Umberto Galimberti, 2015)

11 Marzo 2020: il premier Conte dichiara, attraverso il decreto #IoRestoaCasa, il lockdown totale della penisola italiana, che viene dichiarata interamente “zona rossa” e nella quale vengono sospese le comuni attività commerciali al dettaglio, le attività didattiche, i servizi di ristorazione e sono vietati gli assembramenti di persone in luoghi pubblici. Ha inizio la quarantena di tutti gli italiani che perdurerà per mesi, durante i quali la popolazione sarà obbligata a rimanere in isolamento presso il proprio domicilio. 

In questo periodo si è assistito a fughe di massa dal Nord Italia verso il Sud, rivolte di carcerati in alcuni penitenziari con incendi dolosi e morti annesse, aumento della violenza intrafamiliare e conflittualità tra le coppie in conseguenza a una convivenza forzata, suicidi riconducibili a cause sia sanitarie che socio-economiche e assalti ai supermercati con episodi di violenza tra i clienti degli stessi per accaparrarsi le ultime provviste. Ciò che è evidente è l’insorgere, dopo lunghi periodi di reclusione, di comportamenti problematici, sintomi tipici del disturbo da stress acuto: evitamento emotivo, ansia, irritabilità, insonnia e rabbia (Huremovic, 2019). 

I principali fattori che procurano stress, in generale, sono: (Huremovic, 2019): 

  • Durata: periodi di quarantena più lunghi comportano problemi psichici maggiori, soprattutto se protratti oltre i 10 giorni;
  • Paura del contagio: i soggetti più fragili psichicamente possono vivere i sintomi tipici della malattia nonostante non abbiano contratto il virus, in quanto più facilmente suggestionabili;
  • Frustrazione e noia: conflitti, perdita della routine e delle abitudini, ridotto contatto sociale e fisico causano noia, frustrazione e isolamento.
  • Aspetti finanziari: perdita lavorativa, mancata retribuzione sono una fonte di rischio per l’insorgere e lo sviluppo di disturbi psicologici come eccessi di ira e ansia che possono protrarsi oltre il periodo di quarantena.
  • Stigma: la discriminazione di persone affette da patologie che si sono sentite maltrattate e rifiutate, nonché la “caccia all’untore” di una causa, di un capro espiatorio per combattere la paura dell’ignoto.

Tornando al disturbo da stress acuto, esso implica comportamenti di evitamento, aumento della vigilanza e dell’attivazione mentale, attivazione della divisione simpatica del sistema nervoso autonomo e rilascio di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali. Ciò è provocato, dal punto di vista fisiologico, da iperattività dell’amigdala e da una diminuita attività dell’ippocampo che attivano oltremodo la corteccia prefrontale (Bear, Connors, Paradiso, 2016).

Disturbo da stress acuto: come prevenirlo e curarlo?

Un aiuto è stato dato promuovendo durante la quarantena attività fisica presso la propria abitazione, definendo una nuova routine durante l’isolamento, praticando attività creative come pittura, musica, bricolage, scrittura e altro, videochiamando i propri familiari abitanti in altre dimore (Young , 2002). È stato poi messo a disposizione un numero verde per il supporto psicologico per dare sostegno emotivo, ascoltare le fragilità e affrontare le paure.

Una tecnica efficace per contrastare il disturbo da stress acuto, promuovere l’ego control, ovvero gestire la propria parte emotiva, e l’ego efficacy, sentirsi efficienti nel gestire sé stessi, è la programmazione alla resilienza (Cantoni, 2014). Dedicare a sé stessi dieci minuti in cui concentrarsi e domandarsi cosa IO HO, IO SONO, IO POSSO. Principiamo definendo la resilienza come la capacità attiva di affrontare e superare le situazioni negative senza creare un trauma troppo grande per la persona. Ad esempio si potrebbe verbalizzare IO HO persone che mi vogliono bene, IO SONO una persona capace di amare, IO POSSO trovare nel prossimo una persona che mi ascolta e mi aiuta e che potrei aiutare. Attraverso questa semplice e funzionale pratica la persona può consapevolizzare la paura, comunicarla, esprimere le proprie emozioni, prendere decisioni, gestire la rabbia e lo stress e risolvere il proprio problema (ibidem).

Un’altra tecnica utilizzata in situazioni stressanti è il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson (Brenner, 1992). Esso consiste in azioni intenzionali per regolare e gestire gli stati di ansia e stress. Questa metodologia si basa sul principio che il pensiero e lo stato emotivo operino sul piano di risposta dei muscoli. Le persone che soffrono di disturbi del sonno possono trarne giovamento, inoltre aiuta a gestire la rabbia e l’aggressività. Per arrivare ad uno stato di benessere psicofisico l’individuo ha l’obiettivo di sviluppare la capacità di determinare gli stati di tensione dei muscoli. Per pervenire a questo fine il terapeuta insegna alla persona a comprendere la differenza tra lo stato di tensione e di rilassamento grazie a ripetuti esercizi di contrazione volontaria e prolungata delle differenti parti del corpo, fintanto che sarà in grado di percepire anche lievi contrazioni muscolari. Jacobson afferma che notare la sensazione di tensione e di rilassamento, nel momento in cui si smette di contrarre il muscolo, aiuta il soggetto in trattamento a provare una piacevole sensazione di benessere corporale che si tradurrà in benessere psicologico.

Nonostante il periodo appena trascorso sia stato per la maggior parte delle persone carico di sofferenza, ansia, stress, la scienza ci viene ancora una volta incontro attenuando stati di angoscia e suggerendo modalità utili a far emergere la resilienza che è insita in ognuno di noi.

“Un modo efficace per combattere l’angoscia è preoccuparsi meno di sé e più degli altri. Quando davvero comprendiamo le difficoltà degli altri, le nostre perdono di importanza.” – Dalai Lama

diego coronaDiego Corona

Info

 

 

Bibliografia

Brenner H., (1992), Rilassamento progressivo e desensibilizzazione sistematica dell’ansia, Paoline, Cinisello Balsamo Milano

Cantoni, F. (2014), La resilienza come competenza dinamica e volitiva, Giappichelli Editore, Torino

Huremovic D., (2019) “Psychiatry of Pandemics. A Mental Health Response to Infection Outbreak”, Springer.

Mark F. Bear, Barry W. Connors, Michael A. Paradiso, (2016), Neuroscienze. Esplorando il cervello, ed. Edra.

Young B. et al., (2002), L’Assistenza Psicologica nelle Emergenze, Erickson, Trento.

Sitografia

Sito regione Lombardia: https://www.promozionesalute.regione.lombardia.it/wps/portal/site/promozione-salute/dettaglioredazionale/temi/stili-di-vita/buone-pratiche-resto-acasa

https://www.repubblica.it/speciale/2005/religioni/idee/02.html 

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