Divertiamoci… a sconfiggere la paura della matematica

“Coloro che fanno distinzione fra intrattenimento e educazione forse non sanno che l’educazione deve essere divertente e il divertimento deve essere educativo” –  Marshall McLuhan 1964.

Negli ultimi anni si è riscontrato un miglioramento in matematica degli studenti italiani (OCSE-PISA 2018), ma nonostante ciò non di rado si assiste a un approccio negativo e di paura verso la materia, legato principalmente all’atteggiamento degli studenti verso la disciplina e all’interazione tra il sistema scuola-famiglia-alunni (Blumenthal, 2019). Ma davvero la matematica fa così paura? Quando inizia la nostra fobia verso i numeri? E in che modo la si può superare?

L’interesse innato per la conquista dei numeri

Si definisce literacy matematica la capacità di formulare, impiegare e interpretare la matematica in una varietà di contesti; essa implica il ragionamento matematico e l’uso di concetti, procedure, fatti e strumenti, utili a descrivere, spiegare e prevedere fenomeni in termini matematici (Ajello, 2018). Ma come si sviluppa la nostra literacy matematica? Possiamo affermare che da neonati abbiamo delle vere aspettative numeriche, ovvero riusciamo a “ragionare matematicamente”, e possediamo l’abilità percettivo-visiva di distinguere piccole quantità nel confronto tra più sistemi, senza la necessità di contare, definita subitizing (Starkley, 1980). Crescendo avviene il passaggio da abilità di conteggio pre-verbali (subitizing o il processo di stima) ad abilità di conteggio verbali che dipendono dalla cultura e dal contesto (Batini et al., 2019). In seguito, da adolescenti tendiamo a cambiare atteggiamento verso la conquista, la comprensione e l’utilizzo dei numeri. Ma perché e in che modo avviene questo?

Quali esperienze fanno nascere la fobia?

È possibile pensare l’antipatia per la matematica come “paura esperienziale e sociale”? Probabilmente sì. Infatti, i maggiori ostacoli all’apprendimento della matematica iniziano a scuola e tra i principali troviamo (Batini et al., 2019):

  • le modalità di costruzione dei concetti matematici;
  • la dicotomia astratto-concreto: difficoltà nell’immaginazione dei princìpi di base da applicare al concreto (es. “sovrapporre due esagoni”); 
  • il “linguaggio denso” della matematica e la difficoltà a comprendere e visualizzare concetti logico-matematici;
  • la gestione dell’errore: viene preso in considerazione solo il risultato senza dar peso al ragionamento messo in atto; 
  • l’eccessivo legame degli insegnanti ad attività didattiche tradizionali.

La paura e l’evitamento verso la materia (Coppola, 2017) e la sensazione di non saper controllare la disciplina, unita a quella di scarsa autoefficacia, si tradurranno nell’atteggiamento di “impotenza appresa” (Seligman, 1967). Di conseguenza vi sarà un passaggio dalla matofiliaamicizia della matematica, che si prova sin da piccoli, alla matofobiapaura della matematica (Felicetti, 2007). L’idea che la paura per la matematica abbia una natura sociale e che nasca durante gli anni scolastici è sostenuta anche da Seymour Papert (1984), matematico, informatico e pedagogista sudafricano.   

Pertanto, la fobia della matematica è reale ed è caratterizzata da sensazioni di ansia, manifestazioni di panico, paralisi e disorganizzazione mentale (Tobias e Weissbrod, 1980). Il cervello  durante l’esecuzione di un esercizio, può andare  in tilt:si iper-attivano le aree cerebrali della paura e delle emozioni, mentre si inibiscono quelle della razionalità e del calcolo.

Come si può intervenire? L’edutainment

Il termine edutainment (fusione di educational, educativo ed entertainment, divertimento) coniato da Bob Heyman, indica la relazione tra la didattica e qualsiasi nuovo medium posto come strumento educativo, che possa facilitare e rendere dinamico, divertente e alternativo l’apprendimento. Oggi lo strumento principale quando si parla di edutainment è la tecnologia, che ha aperto scenari e possibilità di apprendimento divertente grazie alla multimedialità, alla plurisensorialità e al problem solving e, sebbene in Internet vi sia un ventaglio di learning games studiati per supportare l’apprendimento in qualsiasi fascia d’età, è altresì importante integrare la tecnologia con la creatività. Proprio a tale scopo entrano in gioco dei veri spettacoli di matematica, la robotica educativa e la stampa in 3D.

Ma di cosa si tratta esattamente?

E’ un’utopia credere che la matematica possa essere divertente? No. Infatti, le tre metodologie didattiche più innovative e efficaci contro la noia e la paura della matematica sono:

  1. l’Associazione Spettacoli di Matematica, nata a Roma nel 2009, con lo scopo di promuovere la matematica (integrandola con l’arte, la musica, la poesia e soprattutto il cinema), il problem solving e la creatività applicata attraverso l’arte. Vuole divulgare la matematica a più dimensioni. . 
  2. La robotica educativa (Bozzi et al., 2021), che fonda la propria didattica sul gioco, per stimolare l’apprendimento del pensiero computazionale (Wing, 2006), della curiosità e delle NCS (non cognitive skills) in particolare grazie al ragionamento e alla sperimentazione, promuovendo le attitudini creative e favorendo l’apprendimento del metodo scientifico (Datteri et al., 2015; Datteri et al., 2016): dalla costruzione dell’ipotesi al trovare una soluzione e validarla, usando la creatività.
  3. La stampante in 3D è uno strumento  usato per la realizzazione di  nuovi oggetti, adottato per stimolare l’esplorazione della tridimensionalità. A scuola la stampante in 3D incentiva lo studente a sviluppare l’abilità di immaginare, generare, ruotare e elaborare mentalmente oggetti tridimensionali (Park et al., 2010). Implica, dunque, la capacità di interpretare e formulare giudizi sulla forma, la dimensione, il movimento e le relazioni tra gli oggetti circostanti, oltre a quelle di immaginare e manipolare oggetti non immediatamente visibili e concreti.

La soluzione, dunque, è attivare la nostra creatività con l’aiuto delle metodologie elencate (o altre da inventare e ricercare) per trovare quelle alternative-stimolo che ci aiutano ad apprendere la matematica e a far valere in noi il sentimento di “filia” nei confronti di questa disciplina . 

alessandra de feliceAlessandra De Felice

Info

 

 

 

Bibliografia

Ajello, A.M. (Presidente INVALSI), Ocse Pisa 2018. I Risultati degli studenti italiani in lettura, matematica e scienze, Rapporto Nazionale

Batini, F., Toti, G., Busti, L., Filippucci, F., Contro la paura della matematica, “Annali online della Didattica e della Formazione Docente” Vol. 11, n. 18, 2019

Bozzi, G., Datteri, E., Zecca, L., Interazione bambini-robot. Riflessioni teoriche, risultati sperimentali, esperienze, FrancoAngeli, 2021.

Blumenthal, C.I., Ansia per la matematica, in “State of mind, il giornale delle scienze psicologiche”, 2019.

Felicett, V.L., Um estudo sobre o problema da matofobia como agente influenciador nos altos índices de reprovação na 1ª série do Ensino Médio. 2007. 215 f. Dissertação (Mestrado em Ciências e Matemática) – Pontifícia Universidade Católica do Rio Grande do Sul, Porto Alegre, 2007.

Harari, R. R., Vukovic R. K., Bailey S. P., Mathematics anxiety in young children: an explor-atory study, in “J. Exp. Educ.”, 8, 2013.

Guasti, L., Manipolare quel che si crea, un altro modo per imparare, Indireinforma, 2014.

CnrWebTv, Perché la matematica fa paura?, in “Consiglio nazionale delle ricerche WebTv”2013.

Papert, S., Mindstorms. Bambini computer e creatività, Emme, 1984.

Kucian,  K.,  McCaskey,  U.,  Tuura,  R. O’G., Von  Aster  M., Neurostructural  correlate  of  math anxiety in the brain of children, in “Translational Psychiatry”, 8, 2018.

Sitografia

https://www.spettacolidimatematica.it/index.php/homepage 

https://www.cnrweb.tv/   

https://www.weturtle.org/dettaglio-articolo/19/seymour-papert-breve-biografia.html

https://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html 

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