Lo spazio che educa: benessere e apprendimento dentro e fuori la scuola

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Quando parliamo di spazi o ambienti di apprendimento siamo soliti pensare alla struttura fisica della scuola o dei servizi educativi, solitamente strutturati in blocchi di aule, più o meno tutte simili tra loro, appartenenti a qualche casolare riadattato a edificio scolastico-educativo. 

Da una decina d’anni a questa parte si è accentuata l’attenzione sul tema, tale che lo stesso INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa) ha avviato differenti sperimentazioni, come ad esempio “Architetture scolastiche”, con l’obiettivo di studiare l’impatto e le ricadute che gli ambienti scolastici, arredi e predisposizione interna ed esterna inclusi, possono avere sui processi di insegnamento e di apprendimento e, più in generale, sulla qualità complessiva della vita scolasticaDunque, è possibile progettare spazi educativi che siano un lavoro condiviso tra pedagogia e architettura? Lo spazio può davvero impattare sullo stato di benessere e facilitare l’apprendimento dei discenti? 

La scuola come “grande corpo”

Nel libro Lo spazio educa si parla della scuola come un corpo «che respira e agisce, restituendo nell’insieme un suo “stato di salute” e benessere complessivo. Il suo “corpo” incarna non solo l’organizzazione amministrativa […] ma soprattutto l’atteggiamento pedagogico del “sotto – corpo- docenti”. E gli spazi (architettura) della scuola ne riflettono, come specchi, le scelte» (Weyland e Galletti, 2018:11-12). Dall’assunto emerge l’importanza di ragionare e adattare con consapevolezza gli spazi dei luoghi rivolti all’educazione e formazione, non solo per migliorare le condizioni strutturali ma per trasmettere, attraverso una differente strutturazione e sistemazione, l’identità, i valori e i principi di riferimento di ogni specifico contesto, chiarendo scopi e propositi delle scelte/azioni attuate.

Il dibattito sulla relazione tra gli ambienti scolastici e le modalità di apprendimento arriva nella scuola attraverso un’idea: “rivoluzionare” la progettazione e l’organizzazione degli spazi e fruirne in modi differenti. Questo è ciò che in questi ultimi anni ha cercato di promuovere la scuola ILS – Innovative Learning Spaces “School to be lived”, una scientific school estiva che, attraverso workshop intensivi e gruppi eterogenei di professionisti e studenti, cerca di portare avanti studi di caso, confronti ed elaborazioni progettuali inerenti gli spazi innovativi per l’apprendimento.

Nelle attività che vengono proposte nella formazione si cerca di partire da ciò che le “scuole – caso” dispongono, fino ad arrivare poi a ciò che la scuola stessa potrebbe divenire con delle modifiche strutturali interne-esterne e/o diversificazione di arredamenti. Ma, così come suggerisce il libro Progettare scuole insieme (Attia et al, 2018), non sempre è necessario fare grandi modifiche a livello di struttura o spendere ingenti somme di denaro: «La scuola non è mai un prodotto finito, è un progetto aperto, che cambia e si trasforma continuamente insieme ai bambini, agli insegnanti e ai cittadini che la abitano» (Attia et al., 2018:3). 

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Spazio dentro e spazio fuori, apprendimento e benessere: che relazione c’è?

Partendo dalla concezione di salute dell’OMS che ne parla non solo in termini di assenza di malattia ma come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, va da sé che gli ambienti di vita devono preservare questa condizione. Vale anche per gli spazi educativi e formativi, formali e non formali e, questo, può essere senz’altro favorito dai cambiamenti dell’ambiente o negli spazi.

Un’idea potrebbe essere quella di variare gli ambienti di apprendimento, spostandosi tra gli ambienti interni e quelli esterni (giardini, boschi, spiagge e così via), alternando dunque attività dentro e fuori dall’aula. Questo è ciò che promuove l’Outdoor education (Crudeli, 2021; Mancini, 2020), che comprende una grande varietà di esperienze pedagogiche caratterizzate da una didattica attiva, impostata sulle caratteristiche del territorio e del contesto sociale e culturale in cui la scuola è collocata e che si serve degli spazi “fuori”, oltre l’aula fisica, rendendo tali luoghi privilegiati per l’apprendimento. Ma se la “scuola”, per qualsiasi motivo, non si può trasferire all’esterno, forse si può pensare di portare l’esterno, e con questo intendiamo “elementi naturali”,  all’interno, così come propongono il biophilic design e la sperimentazione EDEN dell’Università di Bolzano. 

Progettazione biofilica: si può fare!

La letteratura odierna parla di biofilia, intendendo in questo modo «l’innata tendenza a concentrare l’attenzione sulle forma di vita e su tutto ciò che le ricorda, e in alcuni casi ad affiliarsi con esse emotivamente» (Barbiero e Berto , 2016:43). Questa connessione porterebbe a numerosi benefici, come maggior concentrazione, maggior rigeneratività e gestione dello stress e stati ansiosi, maggior rilassamento muscolare, regolazione respiratoria e della pressione arteriosa, giusto per citarne alcuni. Tutto ciò, come ben descritto nei Pattern della progettazione biofilica (Trombin et al, 2023), viene avvalorato da numerose ricerche empiriche e dati scientifici. E se i dati sono importanti, perché non dovrebbero esserlo anche per la progettazione e l’organizzazione  degli ambienti educativi e di apprendimento?

In qualche modo l’approccio biofilico è anche ciò che guida la ricerca promossa dalla pedagogista Beate Weyland e dal Team EDEN, che portano avanti la sperimentazione sulla creazione di luoghi dove «vivere pienamente il benessere» attraverso l’uso delle piante (Weyland, 2022:17). «EDEN racconta di sogni semplici: il sogno di un’educazione umanizzante […]. Il sogno di luoghi piacevoli e accoglienti, in cui trovare le corrispondenze sensoriali per coltivare le dimensioni della nostra umanità: cognitiva, espressiva, creativa, relazionale, affettiva, motoria ecc. Il sogno di ritrovare con semplicità un rapporto più immersivo con la natura, i vegetali, le piante» (Weyland, 2022:18).

Una possibile soluzione: ristabilire la connessione con il “fuori-natura”

La scuola, di ogni ordine e grado, e i servizi educativi a partire dal nido, sono chiamati a rispondere ad una profonda crisi legata ai cambiamenti economici, politici, sociali e generazionali in generale. Le ricerche in campo didattico, educativo, pedagogico affermano sempre più spesso che la “scuola così com’è” non va più bene: perde continuamente ragazzi, non soddisfa più i bisogni delle famiglie e delle singole persone, studenti ma anche professionisti, che per svariati motivi si allontanano.

Le istituzioni sono chiamate a prendere atto di questi segnali. E se la risposta a queste manifestazioni di disagio fosse adottare delle semplici modifiche degli spazi e proporre la fruizione di ambienti diversi e diversificati, magari stando più a stretto contatto con elementi naturali? Non ci sono risposte certe e, sicuramente, non sarà la panacea di tutte le problematiche dei sistemi educativi e formativi ma, forse, vale la pena sperimentare. 

 

isabella gramaiIsabella Gramai

Info

 

 

 

Bibliografia

Attia S., Weyland B., Bellenzier P., Prey K., Progettare scuole insieme- Tra pedagogia, architettura, design, Guerini scientifica,  2018

Avanguardie Educative,  Linee guida per l’implementazione dell’idea Outdoor education, 2021 

Barbiero G., Berto R., Introduzione alla biofilia – La relazione con la Natura tra genetica e psicologia, Carocci editore, 2016

Crudeli F., L’outdoor education per una costruzione di una comunità educante – Esperienze e riflessioni, Edizioni junior, 2021

Mancini C., Educatori esperienziali in Natura – Animali, piante, storie e attività per l’Outdoor Education, 78edizioni, 2020

Weyland B., EDEN – Educare (ne)gli spazi con le piante, Corraini Edizioni, 2022

Weyland B., Galletti A., Lo spazio che educa – Generare un’identità pedagogica negli spazi per l’infanzia, Edizioni junior, 2018

Sitografia

https://architetturescolastiche.indire.it/chi-siamo/

https://ils2022.wixsite.com/unica/scuola

https://innovazione.indire.it/avanguardieeducative/outdoor-education

http://www.terrapinbrightgreen.com/wp-content/uploads/2023/04/14-Pattern-Terrapin-italiano_per-distribuzione-elettronica_2MB.pdf

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