Prostituirsi per un iPhone: le baby squillo

 

La vicenda delle “baby squillo” è una delle più discusse vicende mediatiche degli ultimi tempi: giovani minorenni si prostituivano per 500 euro al mese. Secondo il Presidente della Camera Boldrini, è una vicenda dolorosa sotto ogni aspetto: «ragazzine che ritengono possibile perdere il rispetto di sé pur di corrispondere a certi modelli sociali, […] uomini tanto ipocriti da non sapersi assumere le proprie squallide responsabilità, […] mezzi di informazione che in qualche caso hanno speculato sui comportamenti di queste ragazzine, dimenticando che loro sono le vittime della storia, e non le accattivanti protagoniste di un film morboso».

Perché delle minorenni sono disposte a prostituirsi per guadagnare denaro? E’ possibile considerare l’anomia come la causa di tali comportamenti devianti. L’anomia, termine coniato da Durkheim, significa “assenza di norme”: è uno stato sociale in cui le norme perdono credibilità, con un conseguente incremento della devianza.

Robert K. Merton sostiene che una società è in uno stato di anomia quando la sua cultura propone mete senza fornire i mezzi per poterle raggiungere: tale squilibrio genera frustrazione. Ad esempio, se una giovane vuole comprarsi un iPhone 6 perché il suo contesto sociale lo propone come un “fine” desiderabile, ma non può permetterselo a causa della mancanza di “mezzi” economici (mancanza generata sempre dal suo contesto sociale), allora proverà frustazione che potrebbe sfociare in un comportamento deviante: infatti, la maggior parte delle baby squillo dichiarano di averlo fatto per denaro, per ricariche telefoniche o per un iPhone.

Il comportamento deviante è molto comune tra i giovani. Questo genere di comportamento è così detto perchè “devia”, ovvero si allontana, dalle norme comuni, e queste norme sono stabilite dagli adulti. Gli adolescenti tendono ad allontanarsi da queste norme perché, secondo Sherif, sono in contrasto con quelle del gruppo dei coetanei, le quali viene seguito molto più facilmente.

In tale contesto, la televisione gioca un ruolo non poco rilevante nella formazione degli atteggiamenti: Kellstedt studiò i cambiamenti degli atteggiamenti razziali americani degli ultimi 50 anni, dimostrando che questi furono influenzati significativamente dai mass media. Pertanto, presentare le baby squillo in modo accattivante non fa che incrementare la possibilità che un episodio simile si ripresenti.

 

Maria Grazia CultreraImmagine1-300x289

Info

 

Bibliografia
Ponti, G. Merzagora, I. (2008) Compendio di criminologia. Cortina Raffaello, Milano.
Hogg, M. A & Vaughan, M. G. (2010). Essentials of social psychology. Pearson Education Limited, United Kingdom.
Palmonari, A. & Cavazza, N. (2003). Ricerche e protagonisti di psicologia sociale. Mulino, Bologna.

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