Lego Serious Play e gestione aziendale

I mattoncini Lego a partire dal 1958 assunsero la forma che noi tutti conosciamo e ben presto sostituirono i passatempi tradizionali iniziando a svolgere un ruolo fondamentale sul mercato dei giocattoli.

Il metodo Lego Serious Play, così come lo conosciamo noi, è l’esito di un processo durato 15 anni, che inizialmente non aveva neanche un nome ed era utilizzato nei piani strategici aziendali al fine di sbloccare il potenziale umano. Nel 1994 (https://www.francoangeli.it/Area_PDFDemo/1060.267_demo.pdf) Lego era un’azienda privata che ben presto dovette combattere contro lo sviluppo di nuovi giochi per bambini quali videogiochi; in questo clima non molto roseo Kjeld Kirk Kristiansen iniziò ad osservare le riunioni e capì che l’orientamento strategico che stava alla base dell’azienda era carente notando che nessuno, all’interno dell’azienda esprimeva interamente il proprio potenziale.

L’idea di base era quella di poter stimolare la creatività al fine di costruire idee strategiche sfruttando i mattoncini colorati; in questo modo poteva emergere l’identità del dipendente, lo scenario e i principi guida. Soltanto nel 2010, per opera di Michael Schrage, venne definita la metodologia del Lego Serious Play (LSP) che ha come finalità quella di costruire modelli reali di idee, strategie, sfide e soluzione ed è una tecnica utilizzata all’interno delle aziende per la gestione del personale, in particolar modo è utilizzata per risolvere i conflitti aziendali, e definibile come “il metodo che facilita l’incontro, la comunicazione e i processi di problem solving nei quali i partecipanti sono guidati attraverso una serie di domande che approfondiscono sempre di più l’argomento”(http://www.paolasantoro.com/wp-content/uploads/2017/06/Completa-EGOC2%AE-SERIOUSPLAY%C2%AE-Lighter.pdf).

La metodologia appena descritta si fonda sul pensiero neuroscientifico, secondo cui le mani sono connesse con il 70-80% delle nostre cellule celebrali dunque se vengono stimolate simultaneamente sia le mani e sia il cervello è possibile sollecitare l’apprendimento. La tecnica LSP è finalizzata ad velocizzare i processi decisionali e comunicativi tra i dipendenti di un’azienda, i percorsi di problem solving all’interno di gruppi e di organizzazioni e si basa su 7 tecniche applicative:

  1. Building Individual Models and Stories: consiste nel costruire un modello individuale prendendo in esame il tema da affrontare utilizzando i pezzi Lego, ad esempio in campo aziendale potrebbe essere chiestodi rappresentare il proprio ruolo;
  2. Building Shared Models and Stories: partendo dalle costruzioni individuali si cerca di realizzare un modello comune al fine di poter generare una storia che collimi con i modelli individuali realizzati precendentemente, ogni partecipante ha a disposizione tempi molto brevi ovvero da 3 a circa 10 minuti per ogni singola dsescrizione;
  3. Building Landscape: si dà forma ad una storia, per mezzo di una realizzazione pratica, che possa integrare le singole storie individuali al fine di definire un panorama di mattoncini”.
  4. Making Connections: si tratta di identificare relazioni e connessioni;
  5. Building a System: è la fase in cui viene a definirsi lo scenario il quale è utile al fine di avere una consapevolezza maggiore della situazione in cui si è insiti;
  6. Playing Emergence and Decisions: l’individuo sceglie un pezzo del proprio artefatto che andrà ad integrarsi con quelli degli altri al fine di generare una costruzione comune;
  7. Extracting Simple Guiding Principles: è la fase finale in cui tutti i presenti desumono dal proprio modello un principio guida il quale risulta essere un’ indicazione che avrà ripercussioni sulla gestione aziendale.

Ma perché è utile utilizzare questa metodologia? Che cosa si può apprendere utilizzandola?

Attraverso il LSP si possono implementare diverse capacità quali:

  • Facilitate thinking: che consiste nel pensare in modo facile, semplice e veloce;
  • Problem solvings per teams: dunque imparare a risolvere problemi sfruttando l’intelligenza collettiva;
  • Strategic decision making: che mira a sviluppare ed utilizzare il pensiero strategico;
  • Visual storytelling: cioè la capacità di esprimere verbalmente ciò che viene creato;
  • Sviluppare e risvegliare la creatività;
  • Concretizzare le nostre idee LSP permette di creare all’interno dell’azienda un reale dialogo tra tutti attraverso la voce che i mattoncini danno a ognuno.

LSP è pensato per essere un sistema e una metodologia del tutto nuovi, in cui si sperimentano processi per promuovere l’innovazione e la performance dell’azienda (https://www.seriousplay.roma.it). Il gruppo dei partecipanti dovrebbe variare tra un minimo di 8 ed un massimo di 25 – 30, ma quando ci si ritrova davanti ad un numero elevato il facilitatore, ovvero colui che guida il gruppo, fa riferimento ad un’assistente, 1 ogni 15 partecipanti (http://associazioneitalianaformatori.it/download/articoliln/2018/LN070818_Stajano.pdf) Dunque, in fine, si può affermare che il Lego Serious Play è fondamentale poiché aiuta a promuovere la creatività e l’innovazione all’interno delle aziende in Europa e non (Frick,Tardini & Cantoni, 2014) e inoltre, a partire dal 2013 si pùò ritrovare il manuale URL (User Requirements with Lego).

Serena Rizzo

Info

 

 

 

Bibliografia

FRICK, Elisabetta; TARDINI, Stefano; CANTONI, Lorenzo. “LEGO SERIOUS PLAY applications to enhance creativity in participatory design. Creativity” in Business. Research Papers on Knowledge, Innovation and Enterprise, 2014, 2: 200-210.

Sitografia

https://www.seriousplay.roma.it

http://www.paolasantoro.com/wp-content/uploads/2017/06/Completa-LEGO%C2%AE-SERIOUS-PLAY%C2%AE-Lighter.pdf

http://associazioneitalianaformatori.it/download/articoliln/2018/LN070818_Stajano.pdf

https://www.francoangeli.it/Area_PDFDemo/1060.267_demo.pdf

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